
DUCCIO FERRARINI
Duccio Ferrarini (n. 1987, Modena) è un artista italiano la cui ricerca si sviluppa tra pittura, materia e stratificazione visiva, con un linguaggio che unisce astrazione strutturale e tensione narrativa. Vive e lavora tra Milano e la costa ligure, dove ha consolidato una pratica che mette in dialogo superficie, tempo e memoria visiva. Dopo una formazione iniziale in ambito grafico e progettuale, Ferrarini si avvicina alla pittura come processo fisico prima ancora che rappresentativo. Le sue opere nascono da sovrapposizioni successive di pigmenti, resine e materiali compositi, spesso lavorati per sottrazione oltre che per accumulo. Il risultato sono superfici dense, percorse da segni e fratture controllate, in cui il colore emerge come traccia e come residuo. Il suo lavoro esplora il concetto di “paesaggio interno”: non luoghi riconoscibili, ma campi visivi che suggeriscono coordinate emotive e spaziali. Le composizioni alternano aree di tensione gestuale a campiture silenziose, creando equilibri instabili che invitano a una lettura lenta e ravvicinata. La componente materica non è mai decorativa, ma strutturale: ogni intervento lascia una memoria fisica del processo. Negli ultimi anni ha sviluppato cicli di opere su supporti rigidi e tele trattate, introducendo polveri minerali e inserti tessili che amplificano la profondità ottica. Parte del suo lavoro si concentra anche su formati modulari, pensati per dialogare con l’architettura e con lo spazio collezionistico contemporaneo. Le opere di Duccio Ferrarini sono presenti in collezioni private in Italia e all’estero e sono state incluse in mostre collettive dedicate alla nuova astrazione italiana. La sua pratica si fonda su un equilibrio tra controllo compositivo e imprevedibilità del materiale, in una continua negoziazione tra gesto e struttura.

