“Biglie” di Paolo Tagliaferro: l’Iperrealismo come Nuova Frontiera della Pittura Figurativa Contemporanea Italiana
- taitgroupsrl
- 16 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 7 gen
“Biglie” di Paolo Tagliaferro è un’opera che cattura e amplifica l’essenza stessa della pittura figurativa contemporanea italiana, trasformando un soggetto apparentemente semplice in una riflessione complessa sul tempo, sulla memoria e sulla percezione. Realizzata con tecnica a olio su tela nel formato 60x60 cm, questa creazione unica rappresenta una delle più mature espressioni del percorso iperrealista dell’artista vicentino.
La maestria esecutiva, frutto di un lungo dialogo con i grandi del passato e con le più avanzate ricerche iperrealiste, si traduce in una superficie pittorica in cui luce, colore e dettagli microscopici si fondono in un equilibrio che sfida l’occhio dello spettatore e ridefinisce i confini del realismo contemporaneo.

L’Opera: “Biglie” e la Nuova Intimità della Pittura Figurativa Contemporanea Italiana
“Biglie” si presenta come una composizione iperrealista in cui il soggetto – una serie di piccole sfere variopinte – diventa pretesto per una meditazione visiva e simbolica. Le superfici lucide, i riflessi calibrati, le trasparenze studiate millimetro per millimetro testimoniano un controllo assoluto della tecnica a olio e una sensibilità quasi fotografica nel catturare la luce.
Dietro la perfezione formale, l’opera suggerisce una narrazione più ampia: le biglie sono oggetti carichi di memoria, ponte tra infanzia e vita adulta, tra gioco e riflessione. La loro disposizione studiata introduce un ritmo visivo che oscilla tra ordine e casualità, portando avanti una tradizione figurativa italiana che non rinuncia alla poesia, pur affondando le radici nella precisione iperrealista.

Paolo Tagliaferro: Custode e Innovatore della Pittura Figurativa Contemporanea Italiana
La storia artistica di Paolo Tagliaferro nasce quasi in silenzio, tra i disegni del padre e le prime copie dei maestri del Seicento, su tutti Caravaggio. Quella formazione classica, nutrita da studio e disciplina, si è poi perfezionata al Liceo Artistico “A. Martini” di Vicenza e all’Accademia di Belle Arti “G.B. Cignaroli” di Verona, dove si è laureato nel 2007.
Durante gli anni accademici avviene la svolta: l’incontro con l’iperrealismo, corrente sviluppatasi negli anni ’70 negli Stati Uniti, che diventa per lui non solo un linguaggio, ma una rivelazione. La sua pittura inizia a spingersi oltre il reale: prima con nature morte silenziose e calibrate, oggi con opere che mischiano epoche, simboli e soggetti, creando cortocircuiti visivi potenti e unici.
Dal 2021 Tagliaferro insegna Pittura all’Accademia Cignaroli e alla Scuola Brenzoni di Verona, trasmettendo ai nuovi talenti non solo la tecnica ma una visione: l’arte come precisione, emozione e disciplina.
Il Mercato e la Critica: la Forza dell’Iperrealismo nella Pittura Figurativa Contemporanea Italiana
Il percorso espositivo dell’artista è un crescendo di riconoscimenti: dalle prime mostre del 2000 alla partecipazione nel 2011-2012 alla 54ª Biennale di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi, passando per importanti collettive di iperrealismo come Realismo Radicale (Torino, 2012) e Maestri dell’Iperrealismo Italiano (Sarnico, 2019).
Nel 2024 Tagliaferro ottiene un prestigioso terzo premio al festival internazionale sulla natura morta di Kranj, in Slovenia, evento ufficiale organizzato dal governo sloveno, dove viene selezionato tra solo cinque artisti italiani invitati a partecipare.
La sua presenza nei principali cataloghi italiani dell’arte figurativa e iperrealista – da Art Dossier alle pubblicazioni curate da storici dell’arte come Agazzani, Grilli e Caputo – conferma la sua posizione come uno dei protagonisti più solidi e credibili della pittura figurativa contemporanea italiana.
Il Contesto: Iperrealismo e Identità nella Pittura Figurativa Contemporanea Italiana
L’opera di Tagliaferro si colloca in un momento storico in cui la pittura figurativa italiana vive una rinnovata stagione di centralità. Dopo anni dominati da linguaggi concettuali, la tecnica torna protagonista, e l’iperrealismo si impone come ponte ideale tra tradizione e contemporaneità.
La sua ricerca prosegue una linea iniziata con i grandi maestri del Novecento, estendendola però verso una visione più analitica e simbolica: ciò che appare semplice diventa complesso, ciò che è quotidiano si trasforma in iconico.

Conclusione: “Biglie” e il Futuro della Pittura Figurativa Contemporanea Italiana
“Biglie” non è solo una natura morta iperrealista: è un manifesto della sensibilità contemporanea. Un oggetto semplice diventa universo; un dettaglio diventa racconto; una superficie diventa specchio.
Paolo Tagliaferro conferma come la pittura figurativa contemporanea italiana sia ancora un terreno fertile per innovazione e profondità. La sua opera unisce tecnica impeccabile, visione personale e capacità di trasformare il reale in esperienza emotiva.
In “Biglie”, lo sguardo si riflette, si perde, si riconosce. E la pittura, ancora una volta, dimostra di essere quel linguaggio capace di raccontare il mondo con precisione, delicatezza e verità.



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