“Hope” - Federica Battistini
Opera unica
Dimensione: 110x46 cm
Tecnica: Tecnica mista materica e assemblaggio con materiali di recupero
2026
HOPE esplora il momento successivo alla rottura, quando un equilibrio consolidato viene interrotto e si apre a nuove possibilità di trasformazione.
L'opera richiama uno skyline urbano costruito attraverso l'assemblaggio di materiali recuperati. Le superfici nere, dense e stratificate, evocano la complessità delle città contemporanee e delle relazioni che le attraversano. La struttura appare segnata da vuoti, assenze e interruzioni che testimoniano una frattura già avvenuta, ma ancora in evoluzione.
Nel cuore della composizione emerge una colata verde, unica presenza cromatica capace di interrompere la monocromia dominante. Simbolo di vita, energia e rigenerazione, rappresenta ciò che permane oltre la rottura: una possibilità di rinascita.
Una figura umana tridimensionale, si protende verso questo nucleo vitale in un gesto volutamente ambiguo. La figura cerca di salvare il cuore dell'opera oppure il suo intervento contribuirà ad ampliare la frattura? L'azione rimane sospesa e lascia allo spettatore la responsabilità dell'interpretazione.
In dialogo con il tema "Oltre la rottura", HOPE interpreta l'impatto come forza generativa e non esclusivamente distruttiva. Lo skyline frammentato rappresenta le strutture fisiche e simboliche che organizzano la nostra esistenza: città, comunità, relazioni e sistemi di valori. Le porzioni mancanti e le discontinuità raccontano la memoria di una ferita ma anche la possibilità di una trasformazione.
HOPE propone una riflessione sulla capacità di attribuire nuovo valore a ciò che appare compromesso, scartato o danneggiato. La speranza evocata dal titolo non coincide con la certezza di un esito positivo, ma con il coraggio di agire nell'incertezza, accettando che ogni possibilità di rinascita comporti anche il rischio di una nuova rottura.
Modalità di realizzazione
La scelta dei materiali è parte integrante del significato dell'opera.
L'opera è realizzata mediante il recupero e l'assemblaggio di lastre di legno provenienti dagli scarti della lavorazione del marmo dove la lama le ha incise fino a costruire una trama geometrica che richiama il tessuto urbano contemporaneo.
La composizione è sviluppata come un bassorilievo materico a parete. La finitura nera uniforme valorizza la tridimensionalità delle incisioni e accentua il dialogo tra luce e ombra.
Elemento centrale dell'opera è una figura antropomorfa di una gruccia segnata da un incendio che conserva la memoria di un evento distruttivo ma, trasformandosi in figura umana, diventa simbolo di responsabilità, cura e scelta.
La presenza della colata verde introduce una tensione cromatica e simbolica che rappresenta il potenziale di rigenerazione contenuto nella frattura.
















